Pecs in Acqua - Associazione Straordinariamente Abili di Foggia

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Pecs in Acqua

Il PECS entra a far parte delle strategie utilizzate nell’ambito della Comunicazione Aumentativa Alternativa, ma possiede una specificità per i disturbi dello spettro autistico.
Gli ideatori del sistema PECS sono: Lori A. Frost ed Andrew S. Bondy.
Il PECS è stato sviluppato nel 1994, all’interno del DELAWARE AUTISTIC PROGRAM, il programma di scuole pubbliche per soggetti autistici più ampio degli Stati Uniti, ed è letteralmente “un sistema di comunicazione mediante scambio per immagini”, si propone di sviluppare la comunicazione funzionale e la comunicazione come scambio sociale attraverso un programma di apprendimento a piccoli passi. Questo programma è rivolto ad una grande varietà di disturbi della comunicazione, in particolare al disturbo autistico e gli altri disturbi pervasivi dello sviluppo. I soggetti posso presentare un’assenza totale della parola, la gergonofasia, linguaggio ecolalico o linguaggio non del tutto funzionale. I bambini più giovani ad essere presi in carico hanno 18 mesi. Il PECS è stato adattato e modificato per individui di tutte le età, dunque possiamo pensare che il PECS si applichi ai soggetti dai 18 mesi agli adulti e può e deve essere applicato in tutti i contesti di vita e finalizzato ad una comunicazione funzionale.
Il PECS in acqua è un’altra novità introdotta dal Progetto S.A.
Esso combina al suo interno conoscenze approfondite di terapia del linguaggio e tecniche cognitive comportamentali di apprendimento, è basato, infatti, sull’utilizzo di rinforzi (elementi capaci di modificare la frequenza di un comportamento), prompting (aiuti visivi e fisici), fading out (introdurre inizialmente molti aiuti che vengono gradualmente estinti). Per lo svolgimento del PECS risulta necessario la preparazione di numerose carte comunicative, preferibilmente plastificate e con il velcro, per creare un libro personale di comunicazione, il quale può essere appreso in diversi contesti (casa, scuola, terapia, piscina etc.) e utilizzato in tutti gli ambienti di vita.
La prima funzione ad essere insegnata è la richiesta (io voglio), al bambino s’insegna ad avvicinarsi all’istruttore e dare la carta simbolo dell’oggetto desiderato (ad esempio: tavoletta, tubo, tappetino, etc.) in cambio dell’oggetto. La comunicazione progredisce gradualmente dal semplice scambio con l’altro, alla capacità di discriminare fra le immagini. Nella prima fase di questo processo è necessario in acqua la presenza di un istruttore e di un educatore a bordo vasca; il primo rappresenta la guida fisica (ombra), la seconda il partner della comunicazione (interlocutore). Nelle fasi successive è sufficiente il rapporto 1:1. Possono apprendere il sistema di scambio per immagini genitori, educatori, insegnanti, terapisti e persone che ruotano intorno al soggetto.

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